Liquidità globale: cos'è, perché muove i mercati e come la uso

La liquidità globale è la quantità di denaro e di credito che circola nel sistema finanziario mondiale: quella creata dalle banche centrali e quella che banche e mercati obbligazionari prestano a famiglie, imprese e Stati. Quando cresce, trovare finanziamenti è più facile e i prezzi di azioni, obbligazioni e immobili tendono a salire; quando si restringe, accade il contrario. È uno dei fattori che pesano di più sull'andamento dei mercati, ed è quello su cui baso le decisioni su quanto rischio tenere in un portafoglio, sempre dentro i limiti concordati con ciascun cliente.

Di Domenico Mosca, consulente finanziario Fineco, albo OCF matricola 638209.

9 minuti di lettura. Fonti in fondo alla pagina.

Che cosa si intende per liquidità globale

La Banca dei regolamenti internazionali, l'organismo che riunisce le banche centrali, la definisce in modo semplice: la facilità con cui ci si finanzia sui mercati finanziari globali. In pratica la liquidità arriva da tre fonti, collegate tra loro.

Le banche centrali
Quando acquistano titoli di Stato, una banca centrale crea riserve, cioè denaro nuovo per il sistema bancario. Quando lascia scadere i titoli senza ricomprarli, quelle riserve si riducono. Il bilancio della Federal Reserve è passato da circa 4.200 miliardi di dollari all'inizio del 2020 a quasi 9.000 miliardi nella primavera del 2022, per poi scendere negli anni successivi.
Le banche e il credito privato
Ogni prestito concesso da una banca crea a sua volta nuovo denaro. Quando le banche prestano volentieri e gli investitori accettano di finanziare le imprese a tassi contenuti, la liquidità cresce anche senza interventi delle banche centrali.
I flussi tra paesi e il dollaro
Una parte enorme del credito mondiale è in dollari, anche quando a prendere a prestito sono imprese e Stati fuori dagli Stati Uniti. A fine 2025 questo credito valeva 14.300 miliardi di dollari ed era cresciuto dell'8,5% in un anno, il ritmo più alto dal 2014 secondo la BIS. Quando il dollaro si rafforza, rimborsare quei debiti costa di più e le condizioni si fanno più strette in tutto il mondo.

Perché muove i mercati

Il prezzo di un'azione o di un'obbligazione dipende dagli utili attesi e dai tassi di interesse. Dipende anche da quanto denaro è in cerca di un impiego. Con molta liquidità in circolo gli investitori accettano di essere pagati meno per il rischio che corrono, e i prezzi salgono; quando la liquidità si ritira chiedono un compenso più alto, e i prezzi scendono anche se gli utili delle aziende non sono cambiati.

Due episodi recenti lo mostrano bene. Nel 2020, in piena recessione, le banche centrali hanno immesso liquidità in misura mai vista e i mercati azionari hanno recuperato le perdite nel giro di pochi mesi. Nel 2022 è successo l'opposto: la Federal Reserve ha alzato rapidamente i tassi e ha iniziato a ridurre il proprio bilancio, e nello stesso anno l'indice azionario americano S&P 500 ha perso circa il 18%, dividendi compresi, mentre l'indice delle obbligazioni americane ha perso circa il 13%. Azioni e obbligazioni in calo insieme, per un anno intero, sono un evento raro, ed è difficile spiegarlo senza guardare alla liquidità.

Per questo, quando analizzo il contesto, la prima domanda che mi pongo riguarda la direzione della liquidità. Le notizie del giorno vengono dopo.

Come si misura: la liquidità netta della Federal Reserve

Non esiste un unico numero ufficiale. Uno dei modi più usati per seguire la parte creata dalla banca centrale americana parte dal suo bilancio e toglie due voci che trattengono denaro fuori dal sistema:

  • Attivo totale della Fed: i titoli e gli altri attivi che la banca centrale detiene. Più è alto, più riserve ha creato.
  • Conto del Tesoro presso la Fed: il conto corrente del governo americano. Quando il Tesoro incassa imposte o emette titoli e tiene il denaro su questo conto, quella liquidità esce dai mercati; quando spende, rientra.
  • Reverse repo overnight: denaro che fondi monetari e banche parcheggiano ogni notte presso la Fed. Anche questo è denaro fermo. Tra il 2022 e il 2023 ha superato i 2.000 miliardi di dollari; oggi è quasi a zero.
Liquidità netta della Federal Reserve, miliardi di dollari

Dati della Federal Reserve tramite FRED: attivo e conto del Tesoro al 30 settembre 2026, reverse repo al 2 ottobre 2026. Valori arrotondati.

Dati del grafico
VoceMiliardi di dollari
Attivo totale della Fed6.743 mld $
Conto del Tesoro presso la Fed−949 mld $
Reverse repo overnight−2 mld $
Liquidità netta5.792 mld $

Il dato va letto insieme alle scelte della banca centrale. Il 1° dicembre 2025 la Federal Reserve ha smesso di ridurre il proprio bilancio e dal 12 dicembre ha iniziato ad acquistare titoli di Stato a breve scadenza per mantenere riserve adeguate nel sistema bancario. È un cambiamento di direzione rilevante, anche se la Fed lo presenta come uno strumento tecnico e non come un sostegno ai mercati.

Lo stesso ragionamento vale per la Banca centrale europea, la Banca del Giappone e la Banca popolare cinese. Sommati e convertiti in dollari, i loro bilanci danno un'idea di quanta liquidità stanno immettendo o ritirando le banche centrali nel loro insieme.

Come la uso nei portafogli

La liquidità non mi dice quale titolo comprare. Mi aiuta a decidere quanto rischio ha senso tenere in un dato momento. Il metodo ha quattro regole.

  1. Conta la direzione

    Più del livello assoluto guardo la variazione degli ultimi tre-sei mesi. I mercati reagiscono ai cambiamenti di direzione, spesso con alcuni mesi di ritardo.

  2. Più segnali insieme

    Incrocio i bilanci delle principali banche centrali, la liquidità netta della Fed, il credito internazionale misurato dalla BIS, l'andamento del dollaro e i rendimenti richiesti alle imprese che si indebitano. Un segnale isolato non basta per cambiare un portafoglio.

  3. Dentro limiti scritti

    Ogni portafoglio ha intervalli concordati in anticipo per azioni, obbligazioni e liquidità. Quando la liquidità cresce mi avvicino alla parte alta dell'intervallo azionario; quando si restringe scendo verso la parte bassa, alzo la qualità delle obbligazioni e rafforzo la riserva. Non si passa mai da tutto investito a tutto liquido.

  4. Insieme a prezzi e utili

    Molta liquidità non rende conveniente un mercato già caro, e poca liquidità non rende rischioso un titolo solido comprato a buon prezzo. Il segnale di liquidità si aggiunge all'analisi delle valutazioni.

I segnali che seguo e dove si leggono
SegnaleCosa indicaFonte
Bilanci delle banche centraliLiquidità creata o ritirata dalle autorità monetarieFed, BCE, Banca del Giappone, Banca popolare cinese
Liquidità netta della FedRiserve effettivamente disponibili per il sistema americanoFederal Reserve, serie pubblicate su FRED
Credito internazionaleQuanto il resto del mondo riesce a finanziarsi in dollari ed euroBIS, indicatori di liquidità globale
DollaroCosto dei debiti in dollari fuori dagli Stati UnitiTassi di cambio
Rendimenti richiesti alle impreseFiducia dei mercati nel prestare denaroIndici obbligazionari societari

Che cosa intendo per alpha

Alpha è il rendimento in più che un portafoglio ottiene rispetto a un portafoglio di riferimento con lo stesso rischio, al netto dei costi. La gran parte del risultato di un portafoglio dipende dall'andamento dei mercati in cui investe e da quanto si investe in ciascuna classe di attività, più che dalla scelta del singolo fondo, come spiega la guida su come investono i grandi patrimoni.

Per questo cerco di aggiungere valore soprattutto nel decidere quanto rischio tenere e quando modificarlo. La liquidità globale è il fattore su cui costruisco queste decisioni, perché spiega i grandi movimenti dei mercati meglio di quasi ogni altra variabile che conosco e si osserva con dati pubblici e verificabili. Nessun metodo garantisce un risultato: le decisioni tattiche possono anche sottrarre rendimento, ed è per questo che restano dentro limiti scritti.

Esempio: cosa significa in euro

Numeri di esempio, non una previsione né una raccomandazione

Un portafoglio di 500.000 euro ha una quota azionaria concordata tra il 40% e il 60%, con un punto neutro al 50%. Spostarsi di dieci punti vale 50.000 euro.

  • Se la liquidità si restringe e la quota azionaria scende al 40%, con un calo dei mercati azionari del 20% il portafoglio perde 10.000 euro in meno rispetto a quello neutro.
  • Se la liquidità cresce e la quota sale al 60%, un rialzo del 15% porta 7.500 euro in più.
  • Se il segnale si rivela sbagliato, gli stessi importi giocano a sfavore. Per questo lo spostamento resta limitato e si decide con regole fissate in anticipo.

I limiti di questo approccio

  • Il ritardo tra liquidità e prezzi cambia nel tempo: a volte sono pochi mesi, a volte più di un anno.
  • Molti dati arrivano in ritardo e vengono rivisti. Gli indicatori della BIS, ad esempio, escono circa quattro mesi dopo la fine del trimestre.
  • Le banche centrali possono cambiare rotta all'improvviso, e i rapporti osservati in passato possono non ripetersi.
  • Le misure della liquidità sono diverse tra loro: nessuna, da sola, è sufficiente.
  • I rendimenti passati non indicano quelli futuri.

Fonti

Vediamo come il contesto di mercato entra nel tuo portafoglio

Nel primo confronto guardiamo quanto rischio porti oggi, entro quali limiti ha senso farlo variare e con quali regole.

Contenuto con finalità informative, non una raccomandazione personalizzata né un invito a comprare o vendere. Le decisioni su un portafoglio richiedono la valutazione di adeguatezza prevista dalla normativa. Gli investimenti comportano rischi, compresa la possibile perdita del capitale.