Investimenti in più banche

Un portafoglio costruito nel tempo, con consulenti e banche diverse, raramente viene guardato nel suo insieme. La revisione parte da lì: cosa possiedi davvero, sommando tutti i conti.

La situazione

Un fondo sottoscritto anni fa in una banca, una gestione in un'altra, qualche ETF comprato in autonomia, una polizza. Preso da solo, ogni pezzo sembra ragionevole. Messi insieme possono puntare sugli stessi mercati, costare più del necessario o lasciare scoperto un obiettivo importante. A volte la spinta è un'esperienza negativa: una perdita inattesa o costi scoperti tardi.

Le domande da affrontare

  • Quali mercati, settori e valute pesano davvero, sommando tutti i conti?
  • Ci sono strumenti diversi che investono nelle stesse cose?
  • Quanto paghi ogni anno in euro, tra prodotti, consulenza, operazioni e custodia?
  • Hai minusvalenze che scadono prima di poterle usare?
  • Se qualcosa va cambiato, quanto costa uscire e quali effetti fiscali ha?

Le informazioni che servono

  • L'elenco dei rapporti presso ciascuna banca o compagnia, con gli strumenti posseduti.
  • Il rendiconto annuale dei costi e degli oneri che ogni intermediario ti invia.
  • Il prospetto delle minusvalenze, che la banca indica nell'area fiscale del deposito titoli.
  • I tuoi obiettivi, con orizzonte e importi, e le spese previste.

Per il primo contatto basta un elenco. Per compilarlo puoi usare la matrice del portafoglio multibanca.

Cosa posso fare

  • Aggregare le esposizioni per area geografica, settore, valuta, emittente e tipo di strumento.
  • Segnalare sovrapposizioni e concentrazioni, con il loro peso sul totale.
  • Ricostruire il costo annuo totale in euro dai rendiconti e dai documenti dei prodotti.
  • Proporre le correzioni in ordine di priorità, con costi di uscita, tempi ed effetti sulle minusvalenze.

Una revisione può concludersi con la decisione di non cambiare nulla, o di cambiare una sola cosa.

Esempio: minusvalenze in una banca, guadagni nell'altra

Numeri di esempio, non riferiti a una persona reale

Un investitore ha 450.000 euro in due banche. Nella prima ha 18.000 euro di minusvalenze realizzate nel 2022, che scadono il 31 dicembre 2026. Nella seconda ha azioni con 25.000 euro di plusvalenze non ancora realizzate.

Nel regime amministrato ogni banca compensa solo le operazioni fatte presso di sé: le minusvalenze della prima banca non riducono le imposte sui guadagni realizzati nella seconda. Valgono fino a 4.680 euro di imposte, ma rischiano di scadere inutilizzate.

Le strade da valutare con il commercialista: realizzare entro l'anno plusvalenze compensabili presso la prima banca, anche trasferendovi i titoli con guadagni latenti, oppure lasciare scadere le minusvalenze se nessuna operazione è sensata per il portafoglio. Il calcolatore delle minusvalenze mostra scadenze e importi in gioco.

Limiti e aspetti da approfondire

  • Posso analizzare strumenti detenuti presso altri intermediari; le proposte operative riguardano i servizi e i prodotti disponibili tramite Fineco.
  • Vendere uno strumento può generare imposte o rendere utilizzabili minusvalenze: gli effetti vanno verificati con il commercialista prima di agire.
  • Polizze e gestioni possono avere penali di riscatto o costi di uscita che cambiano la convenienza di un trasferimento.
  • I rendimenti passati di un portafoglio non indicano quelli futuri.

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Per il primo confronto mi basta sapere in quali banche sono i tuoi investimenti e cosa ti preoccupa.