Liquidità dopo una vendita o un'eredità
Quando una somma importante arriva tutta insieme, la tentazione è decidere subito dove metterla. Il lavoro corretto parte da un'altra domanda: quanta parte ti servirà, per cosa e quando.
La situazione
La somma è arrivata da un rogito o da una successione e oggi è su un conto corrente. Forse c'è un nuovo acquisto in vista, con una data incerta; forse ci sono fratelli o figli con cui decidere. Spesso questo capitale vale più del resto degli investimenti di famiglia, e un errore di impostazione pesa di conseguenza.
Le domande da affrontare
- Potresti ricomprare casa entro uno o due anni? Con quale budget, comprese imposte, notaio, agenzia e lavori?
- Prenderesti un mutuo per il nuovo acquisto o pagheresti tutto con questa somma?
- Ci sono imposte da accantonare sulla vendita, o agevolazioni prima casa da non perdere?
- La parte senza scadenza deve produrre un reddito periodico o può crescere nel tempo?
- Se l'eredità è condivisa, chi decide e su quali importi?
Le informazioni che servono
- L'importo netto disponibile, dopo mutui estinti, spese di vendita e imposte già pagate.
- I progetti con una data, anche approssimativa, e il loro costo stimato.
- Gli altri patrimoni: investimenti esistenti, immobili, TFR, altre entrate attese.
- Per l'eredità: le quote dei coeredi e il valore dei titoli indicato nella dichiarazione di successione.
Cosa posso fare
- Dividere la somma in quote con orizzonti diversi: spesa vicina, riserva, capitale senza scadenza.
- Confrontare per la parte a breve conti deposito, fondi monetari e titoli di Stato a breve scadenza per rischio, costi, imposte e tempi di disponibilità.
- Proporre per la parte senza scadenza un'impostazione coerente con il tuo profilo, anche con un ingresso graduale.
- Indicare cosa cambia se l'acquisto slitta o si anticipa.
Esempio: due fratelli, la stessa eredità
Numeri di esempio, non riferiti a persone reali
Due fratelli ereditano in parti uguali un deposito titoli da 300.000 euro e 120.000 euro di liquidità: a ciascuno vanno 150.000 euro in titoli e 60.000 sul conto.
- Il primo pensa di comprare casa entro un anno, con una spesa di circa 180.000 euro. Per lui la priorità è rendere disponibile per tempo la somma dell'acquisto. Per i titoli ricevuti in successione il costo fiscale di riferimento è, di norma, il valore indicato nella dichiarazione: venderli poco dopo può generare imposte limitate. Va verificato con il commercialista.
- Il secondo non ha spese in programma. Può valutare con calma se i titoli ereditati sono coerenti con il proprio profilo e decidere in più momenti.
Lo stesso patrimonio richiede due impostazioni diverse, perché diverse sono le date.
Nella guida trovi l'esempio di una vendita da 380.000 euro divisa per orizzonte, con il caso dell'acquisto che slitta, e il confronto con i numeri tra estinguere un mutuo e tenere la liquidità.
Limiti e aspetti da approfondire
- Una vendita può generare un'imposta sulla plusvalenza, ad esempio se l'immobile è stato acquistato da meno di cinque anni e non è stato la tua abitazione principale. La verifica spetta al notaio o al commercialista.
- Chi ha acquistato con le agevolazioni prima casa e vende entro cinque anni deve rispettare condizioni e termini per non perderle.
- Successioni, divisioni ereditarie e donazioni hanno conseguenze fiscali e legali che non valuto io.
- Per la parte che serve a breve si accetta un rendimento più basso: nessuno strumento con rendimento elevato è anche privo di oscillazioni.
Parliamo di come organizzare la somma ricevuta
Nel primo confronto dividiamo la somma per orizzonte e mettiamo in fila le domande per il notaio o il commercialista.