Se hai investimenti in più banche, il primo lavoro è ricostruire il quadro complessivo: quali strumenti possiedi, quanto paghi in totale e quali rischi si ripetono da un conto all'altro. Solo dopo ha senso giudicare i singoli prodotti.
Di Domenico Mosca, consulente finanziario Fineco, albo OCF matricola 638209.
9 minuti di lettura. Fonti in fondo alla pagina.
Avere rapporti con più intermediari è normale: un conto aperto anni fa, una gestione proposta dalla banca dello stipendio, una polizza, un deposito titoli online. Ogni intermediario ti mostra solo la sua parte, e nessuno ha il compito di guardare l'insieme.
Come iniziare: un solo elenco
Prepara una tabella con una riga per ogni strumento: banca o compagnia, nome del prodotto, tipologia, valore attuale. Per le gestioni patrimoniali usa, se possibile, il dettaglio degli strumenti contenuti. Già questo dice molto: quanto vale davvero il patrimonio finanziario, quanta parte è liquida, quanto pesa ciascun intermediario. La matrice da scaricare ha già le colonne giuste.
Come capire se gli strumenti si sovrappongono
Due fondi con nomi diversi possono investire quasi nelle stesse società. Succede spesso con i fondi azionari globali, che seguono indici dominati dalle stesse grandi aziende, o con i fondi bilanciati che contengono altri fondi.
- Confronta i principali titoli in portafoglio. Le schede mensili di fondi ed ETF riportano le prime dieci posizioni. Se si ripetono, la diversificazione è minore di quanto sembra.
- Somma le esposizioni per area e settore, ponderandole per il valore di ciascun prodotto.
- Guarda l'indice di riferimento. Prodotti con lo stesso indice si comportano in modo simile.
- Non dimenticare la valuta. Una parte rilevante degli investimenti globali è in dollari: se nessuno strumento la copre, il risultato in euro dipende anche dal cambio.
Quanto paghi complessivamente
Ogni intermediario è tenuto a inviarti ogni anno un rendiconto dei costi e degli oneri sostenuti, con il totale in euro e in percentuale. Sommando i rendiconti di tutte le banche ottieni il costo annuo del tuo patrimonio finanziario. Il rendiconto distingue i costi del servizio da quelli degli strumenti e riporta gli incentivi che la banca riceve; a parte restano di solito spese del conto e imposta di bollo.
Il totale, da solo, non dice se stai pagando troppo: va confrontato con quello che ricevi. Una gestione attiva, una consulenza continuativa o un semplice deposito hanno costi giustamente diversi. Quello che conta è sapere quanto paghi e per cosa.
Le minusvalenze: ogni banca ha il suo zainetto
Nel regime amministrato, quello di quasi tutti i depositi titoli, ogni banca calcola le imposte solo sulle operazioni fatte presso di sé. Una perdita realizzata in una banca, la minusvalenza, riduce le imposte sui guadagni futuri solo in quella banca, e solo entro il quarto anno successivo. Di norma l'intermediario usa per prime le minusvalenze più vecchie.
Con più banche succede spesso che le minusvalenze stiano da una parte e i guadagni dall'altra, e che le prime scadano senza essere usate. Le plusvalenze di ETF e fondi, inoltre, sono redditi di capitale e non possono assorbirle. Il calcolatore delle minusvalenze mostra scadenze, valore fiscale e plusvalenze necessarie.
Serve cambiare tutto subito?
Raramente conviene cambiare tutto in una volta. Prima di spostare o vendere contano tre verifiche:
- Costi di uscita. Commissioni di rimborso, penali di riscatto delle polizze nei primi anni, costi di trasferimento dei titoli.
- Fiscalità. Vendere può far pagare imposte sui guadagni maturati, o al contrario rendere utilizzabili minusvalenze. Gli effetti vanno verificati con il commercialista.
- Tempi. Disinvestire tutto e reinvestire lega il risultato ai prezzi di pochi giorni.
Una revisione ben fatta stabilisce un ordine di priorità: prima ciò che mette a rischio un obiettivo, come una spesa vicina non coperta; poi le concentrazioni più marcate; infine costi e semplificazione.
Esempio: 600.000 euro in tre intermediari
Totale 8.500 euro l'anno, circa l'1,4% di 600.000 euro. Numeri illustrativi.
Dati del grafico
| Voce | Valore | Incidenza |
|---|---|---|
| Banca A, fondo azionario globale | 3.900 € | 1,8% di 220.000 € |
| Banca B, gestione bilanciata | 4.200 € | 1,6% di 260.000 € |
| Piattaforma online, ETF | 400 € | 0,3% di 120.000 € |
Aggregando le posizioni, la quota azionaria complessiva risulta del 70%, e la componente azionaria della gestione e del fondo contiene in gran parte le stesse società degli ETF. Non è prevista alcuna quota disponibile, ma tra due anni è in programma una spesa di 80.000 euro.
Ordine di priorità: costituire per tempo la somma per la spesa in arrivo; poi valutare se la doppia esposizione azionaria è coerente con il profilo di rischio; infine confrontare il costo di ciascun servizio con quanto offre, considerando costi di uscita e imposte.
Cosa potrebbe cambiare questa decisione
- Polizze con penali di riscatto o prodotti con scadenza vicina.
- Minusvalenze in scadenza, o guadagni elevati che renderebbero costosa una vendita.
- Rapporti cointestati o legati a una successione non conclusa.
- La preferenza, legittima, per mantenere più di una banca per motivi di relazione o di comodità.
Quando serve una verifica individuale
Puoi fare da solo i primi due passaggi, l'elenco e la somma dei costi. Una verifica professionale è utile quando gli strumenti sono numerosi, quando ci sono gestioni o polizze difficili da leggere, quando il patrimonio deve finanziare obiettivi con date precise o dopo un'esperienza negativa. Il consulente finanziario ricostruisce esposizioni e costi e propone le correzioni; il commercialista verifica gli effetti fiscali delle vendite.
PDF da scaricare e stampare
Matrice di verifica del portafoglio multibanca
Una tabella da compilare con i rapporti di ogni banca: valore, costi annui in euro, esposizioni, scadenze. Con le istruzioni per trovare ogni dato.
Fonti
- Informazioni su costi e oneri: direttiva 2014/65/UE (MiFID II), articolo 24, e regolamento delegato (UE) 2017/565, articolo 50.
- Minusvalenze, termine del quarto periodo d'imposta e regime del risparmio amministrato: TUIR, articolo 68; decreto legislativo 21 novembre 1997, n. 461, articolo 6.
- Redditi di capitale degli organismi di investimento collettivo: TUIR, articolo 44.
- Aliquote sui redditi finanziari: decreto-legge n. 66/2014, articolo 3.
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