Come investono i grandi patrimoni: cosa si può applicare

I grandi investitori lavorano con regole più che con intuizioni: scrivono una politica di investimento prima di investire, decidono la ripartizione tra classi di attività in base ai propri impegni, tengono bassi i costi, spendono ogni anno una quota sostenibile del patrimonio e ribilanciano con disciplina. Sono regole che una famiglia può applicare anche con patrimoni molto più piccoli.

Di Domenico Mosca, consulente finanziario Fineco, albo OCF matricola 638209.

10 minuti di lettura. Fonti in fondo alla pagina.

Di chi parliamo

Due esempi con dati pubblici e verificabili. Il fondo sovrano norvegese, il Government Pension Fund Global, a fine 2025 valeva 21.268 miliardi di corone ed era investito in 7.201 società quotate di 68 paesi, con costi di gestione dello 0,04% annuo. I family office, le strutture che gestiscono il patrimonio di singole famiglie molto ricche, sono descritti ogni anno da UBS: l'edizione 2025 ne ha intervistati 317, con un patrimonio netto medio di 2,7 miliardi di dollari.

Sono due mondi diversi per dimensione, obiettivi e vincoli. Proprio per questo è utile guardare cosa hanno in comune.

Prima regola: una politica di investimento scritta

Prima di comprare qualcosa, un grande investitore mette per iscritto a cosa serve il patrimonio, con quale orizzonte, quanta perdita può sopportare, quanta liquidità deve restare disponibile, come si ripartisce tra le classi di attività e quando si ribilancia. Il fondo norvegese riceve questo mandato dal Ministero delle Finanze; un family office lo approva con la famiglia.

Il documento serve soprattutto nei momenti difficili: quando i mercati scendono, la decisione è già presa e non dipende dall'umore del giorno. Per una famiglia basta una pagina, come quella che trovi più in basso da scaricare.

Seconda regola: decide la ripartizione, più del singolo titolo

Uno studio classico su 91 grandi fondi pensione statunitensi ha mostrato che la ripartizione strategica tra azioni, obbligazioni e liquidità spiegava il 93,6% della variabilità dei loro rendimenti trimestrali nel tempo. Studi successivi hanno precisato il punto: la ripartizione spiega circa il 90% delle oscillazioni di un portafoglio nel tempo, ma solo una parte delle differenze di risultato tra un portafoglio e l'altro, dove contano anche costi e scelte dei gestori.

La conseguenza pratica è che la decisione più importante, quanto rischio prendere e in quali classi di attività, viene prima della scelta dei singoli fondi o titoli.

Come sono ripartiti due grandi patrimoni
  • Fondo sovrano norvegese, fine 2025
  • Family office, media UBS 2024

Fonti: Norges Bank Investment Management, rapporto annuale 2025; UBS Global Family Office Report 2025 (317 family office, allocazione 2024). Per il fondo norvegese la liquidità non è indicata come classe a sé.

Dati del grafico
CategoriaFondo sovrano norvegese, fine 2025Family office, media UBS 2024
Azioni quotate71,3%30%
Obbligazioni26,5%18%
Liquidità0%8%
Private equity e debito privato0%25%
Immobili e infrastrutture2,1%12%
Hedge fund, oro, arte, materie prime0%7%

I due patrimoni sono ripartiti in modo molto diverso, e la ragione sta nei vincoli. Il fondo norvegese è enorme, deve essere trasparente e a basso costo, e investe quasi tutto in titoli quotati. I family office hanno meno vincoli di liquidità e dedicano un quarto del patrimonio a private equity e debito privato, investimenti che non si possono vendere in pochi giorni. Nessuna delle due ripartizioni è un modello da copiare: lo è il metodo, cioè partire dai propri vincoli.

Terza regola: i costi si pagano ogni anno

Il fondo norvegese spende lo 0,04% del patrimonio per la gestione. Un patrimonio familiare non arriverà mai a quei livelli, ma il principio resta: un costo dell'1% l'anno, su vent'anni, riduce il capitale finale di circa il 18% rispetto allo stesso investimento senza costi. Conoscere il costo totale in euro di ciò che possiedi è il primo passo; la guida sugli investimenti in più banche spiega come ricostruirlo.

Quarta regola: una quota di spesa sostenibile

Chi vive di un patrimonio deve decidere quanto prelevare senza consumarlo. La regola fiscale norvegese prevede che i trasferimenti dal fondo al bilancio dello Stato seguano nel tempo il rendimento reale atteso del fondo, stimato al 3% dal 2017. È un riferimento prudente anche per una famiglia che vuole una rendita: il calcolatore della rendita mostra quanto capitale serve con il tasso di prelievo che scegli.

Quinta regola: ribilanciare, senza vendere nel momento peggiore

Con il tempo le classi di attività che salgono di più pesano più del previsto, e il rischio del portafoglio cambia senza che nessuno l'abbia deciso. I grandi investitori fissano in anticipo quando riportare i pesi alla ripartizione scelta, ad esempio una volta l'anno o quando uno scostamento supera una soglia. Per una famiglia la regola ha un secondo effetto: con una riserva liquida per le spese dei prossimi anni non si è costretti a vendere investimenti quando sono in calo.

Cosa non si può copiare

  • L'orizzonte senza fine. Un fondo sovrano non deve pagare un'università o una casa tra tre anni; una famiglia sì.
  • L'accesso e le commissioni. I grandi investitori negoziano costi e accedono a operazioni riservate. Per i privati gli investimenti non quotati esistono, ma con costi, vincoli di durata e soglie diverse.
  • La fiscalità. Un fondo sovrano ha regole fiscali proprie; una famiglia italiana paga imposte su rendimenti, plusvalenze e bollo, e deve tenerne conto.

Esempio: una politica di investimento in una pagina

Numeri di esempio, non una raccomandazione

Una coppia con 800.000 euro di patrimonio finanziario vuole prelevare 24.000 euro l'anno tra quindici anni e ha in programma una spesa di 60.000 euro per gli studi dei figli tra cinque anni.

  • Obiettivi: spesa per gli studi tra cinque anni; prelievo annuo dal quindicesimo anno.
  • Riserva: 40.000 euro sempre disponibili, separati dagli investimenti.
  • Somma con una data: i 60.000 euro per gli studi in strumenti con scadenza coerente.
  • Ripartizione del resto: intervalli per azioni, obbligazioni e liquidità decisi in base alla perdita massima sostenibile, scritta in euro.
  • Ribilanciamento: una volta l'anno, o prima se una classe si allontana di oltre cinque punti dal suo peso.
  • Costi: totale annuo in euro verificato ogni anno sul rendiconto.

Quando serve un'analisi individuale

Scrivere la politica da soli è un ottimo esercizio. Serve un confronto professionale quando la perdita sostenibile non è chiara, quando ci sono più obiettivi con date diverse, quando il patrimonio comprende immobili o un'azienda, o quando la politica deve diventare un portafoglio concreto, con la valutazione di adeguatezza prevista dalla normativa.

PDF da scaricare e stampare

La tua politica di investimento in una pagina

Il documento che fondi pensione e family office scrivono prima di investire, ridotto a una pagina da compilare: obiettivi, vincoli, ripartizione, regole di ribilanciamento.

Fonti

Scriviamo insieme la tua politica di investimento

Nel primo confronto partiamo da obiettivi, impegni e reddito che vuoi ottenere dal patrimonio.

Contenuto con finalità informative, non una raccomandazione personalizzata. I dati dei grandi investitori descrivono le loro scelte e non indicano rendimenti futuri. Gli investimenti comportano rischi, compresa la possibile perdita del capitale.