Minusvalenze del 2022: cosa fare entro il 31 dicembre 2026

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Di Domenico Mosca, consulente finanziario Fineco, albo OCF matricola 638209.

8 minuti di lettura. Fonti in fondo alla pagina.

Le minusvalenze realizzate nel 2022 si possono usare solo fino al 31 dicembre 2026: dopo quella data si perdono. Per recuperarle devi realizzare entro fine anno redditi diversi di natura finanziaria compensabili. Nel regime amministrato, la compensazione avviene nel rapporto in cui sono disponibili le perdite. Ogni 10.000 euro di minusvalenze usate valgono fino a 2.600 euro di imposte risparmiate.

Il 2022 è stato un anno di perdite su quasi tutto, azioni e obbligazioni insieme, e molti portafogli hanno ancora minusvalenze riportabili che scadono entro fine anno. Qui trovi come verificare quanto ne hai, cosa lo può assorbire e cosa no, e cosa cambia se hai investimenti in più banche.

Calcola le tue scadenze

Quanto valgono e quando scadono

Una minusvalenza si può compensare con plusvalenze dello stesso tipo nell'anno in cui la realizzi e nei quattro anni successivi. Quelle del 2022 scadono quindi il 31 dicembre 2026, quelle del 2023 il 31 dicembre 2027, e così via.

Il valore è l'imposta che eviti: il 26% della plusvalenza compensata. Con 20.000 euro di minusvalenze del 2022 usate per intero risparmi fino a 5.200 euro di imposte; se non le usi entro fine anno, perdi questa possibilità di compensazione.

Dove trovi le tue minusvalenze

Se il tuo deposito titoli è in regime amministrato, il caso più comune, la banca tiene il conto per te.

  • Prospetto fiscale o «zainetto fiscale» nell'area riservata della banca: riporta le minusvalenze ancora disponibili divise per anno di scadenza.
  • Certificazione di fine anno: alcune banche la emettono solo a richiesta o alla chiusura del rapporto.

Se hai realizzato perdite in regime dichiarativo, o se hai chiuso un rapporto e chiesto la certificazione, le minusvalenze devono risultare correttamente riportate o certificate: chiedi al commercialista di verificare il quadro RT e i documenti dell’intermediario.

Cosa le assorbe e cosa no

È il punto in cui si sbaglia più spesso.

Plusvalenza o provento Compensa le minusvalenze?
Plusvalenze su azioni, obbligazioni non agevolate, certificati ed ETC Generalmente sì, se classificate come redditi diversi compensabili
Premi e plusvalenze dei certificati Generalmente sì: verificare la qualificazione fiscale dello strumento e del provento
Vendita in guadagno di titoli di Stato e assimilati Sì, ma per il 48,08%: per assorbire 10.000 euro ne servono circa 20.800
Vendita in guadagno di ETF e fondi No: sono redditi di capitale
Dividendi e cedole No

Chi ha un portafoglio fatto soprattutto di fondi ed ETF spesso scopre di avere minusvalenze che il proprio portafoglio non può assorbire: anche vendendo i fondi in guadagno, il credito resta lì e scade.

Se hai investimenti in più banche

Nel regime amministrato ogni banca compensa solo le operazioni fatte presso di sé. Se le perdite del 2022 sono nella banca A e i guadagni nella banca B, la compensazione non avviene da sola.

Le strade sono tre:

  1. Realizzare plusvalenze nella banca in cui hai le minusvalenze, se lì ci sono titoli che le possono generare.
  2. Trasferire le minusvalenze certificate: alla chiusura del rapporto o alla revoca dell’opzione per il regime amministrato la banca le certifica e puoi portarle in un altro rapporto con gli stessi intestatari, o usarle in dichiarazione. I tempi dipendono dagli intermediari: occorre verificarli prima e avviare la procedura con anticipo.
  3. Usarle nel regime dichiarativo, se risultano correttamente dichiarate o certificate e le plusvalenze sono compensabili in quel regime. Non si recuperano automaticamente imposte già trattenute in un altro rapporto amministrato. Va valutato con il commercialista.

Investimenti in più banche: come ricostruire il quadro

Come usarle prima della scadenza

Prima di tutto si guarda cosa c'è già in portafoglio.

  • Plusvalenze latenti su titoli che le possono assorbire. Se hai azioni, obbligazioni o certificati in guadagno nella stessa banca, venderli entro fine anno realizza la plusvalenza e consuma le minusvalenze più vecchie, quelle del 2022, per prime. Se vuoi tenere l'investimento puoi riacquistarlo: è una pratica diffusa, ma costi di negoziazione e differenza tra prezzo di acquisto e di vendita vanno messi nel conto.
  • Spostare una parte del portafoglio da fondi ed ETF a strumenti che generano redditi diversi. Può avere senso, ma è una scelta di investimento prima che fiscale: cambiare strumenti solo per recuperare un beneficio fiscale potenziale può costare più di quanto si risparmia.
  • Nuovi investimenti che generano redditi diversi. Con meno di tre mesi alla scadenza il guadagno che possono maturare è limitato: per assorbire 10.000 euro di minusvalenze servirebbe un capitale molto alto o un rendimento non realistico. Di norma servono di più per le minusvalenze che scadono dal 2027.

Esempio: 18.000 euro di minusvalenze in una banca, guadagni nell'altra

Marco ha due depositi. Nella banca A ha 18.000 euro di minusvalenze del 2022 e un portafoglio di fondi. Nella banca B ha azioni con 9.000 euro di guadagno non ancora realizzato.

  • Se non fa nulla: le minusvalenze del 2022 scadono. Perde fino a 4.680 euro di imposte risparmiabili (18.000 × 26%).
  • Se vende in guadagno i fondi della banca A: non cambia nulla, perché la plusvalenza dei fondi non compensa e paga il 26%.
  • Se sposta le azioni dalla banca B alla banca A e le vende lì entro fine anno: usa 9.000 euro di minusvalenze e risparmia 2.340 euro di imposte. Il trasferimento richiede tempo e il mantenimento della stessa intestazione e del costo fiscale: tempi e documentazione vanno verificati con entrambe le banche.
  • Se chiude il deposito della banca A e porta le minusvalenze nella banca B: le può compensare con i 9.000 euro di guadagno sulle azioni. Il risparmio è lo stesso, ma chiude un rapporto.

In entrambi i casi 9.000 euro di minusvalenze del 2022 restano scoperti. Nessuna delle due scelte è automaticamente giusta: dipende da costi, tempi e da cosa Marco vuole tenere in portafoglio.

Cosa può cambiare la decisione

  • Di norma l’intermediario usa per prime le minusvalenze più vecchie: una plusvalenza realizzata oggi consuma prima quelle del 2022, poi quelle del 2023.
  • Se pensi di avere grandi plusvalenze nei prossimi anni, conviene ragionare su tutte le scadenze insieme, non solo su quella di dicembre.
  • Gli intestatari devono coincidere: le minusvalenze di un conto cointestato non si portano su un conto intestato a una sola persona.

Fonti

Vuoi verificare le tue minusvalenze?

Con il prospetto fiscale di ogni banca ti dico quanto valgono le tue minusvalenze, quali scadono a dicembre e se c'è un modo ragionevole di usarle prima. Di persona a Roma, in Corso d'Italia 39, o in videochiamata.

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Contenuto informativo, non una consulenza fiscale né una raccomandazione personalizzata: la verifica sul tuo caso richiede il prospetto fiscale dell'intermediario e il parere del commercialista. Gli investimenti comportano rischi, compresa la possibile perdita del capitale.

Domande frequenti

Quando scadono le minusvalenze del 2022?

Il 31 dicembre 2026. Le minusvalenze si compensano nell'anno di realizzo e nei quattro anni successivi: dopo il 31 dicembre quelle del 2022 non si possono più usare.

Le plusvalenze di ETF e fondi compensano le minusvalenze?

No. I guadagni di ETF e fondi sono redditi di capitale e non assorbono le minusvalenze. Le compensano i guadagni su azioni, obbligazioni, certificati ed ETC, e quelli sui titoli di Stato per il 48,08%.

Posso usare le minusvalenze di una banca con i guadagni fatti in un'altra?

Non in automatico. Nel regime amministrato puoi realizzare i guadagni compensabili nel rapporto che contiene le perdite. Dopo chiusura del rapporto o revoca dell’opzione, la certificazione consente il trasferimento a un rapporto con gli stessi intestatari o l’utilizzo nel regime dichiarativo, entro la scadenza originaria.

Dove vedo quante minusvalenze ho?

Nel prospetto fiscale del deposito titoli, chiamato anche zainetto fiscale, nell'area riservata della banca. Le trovi divise per anno di scadenza.