Se il tuo portafoglio non rende almeno l'8% annuo stai perdendo contro la svalutazione della moneta
Articolo di Domenico Mosca, pubblicato su LinkedIn il 10/07/2026. Testo e grafici originali; formattazione adattata al sito. I dati, gli esempi e le condizioni si riferiscono alla data di pubblicazione. Leggi la pubblicazione originale su LinkedIn.
Capitale Intelligente - di Domenico Mosca
Ti sei mai chiesto perché, nonostante crisi, pandemie e guerre, i grandi patrimoni continuano a crescere mentre la classe media fa sempre più fatica?
La risposta comoda è "il sistema è truccato", la politica vuole questo e via con altre ipotesi complottiste. La risposta corretta è più interessante: il sistema è meccanico. Più che sviluppare una teoria del complotto, serve capire come si muove l'ingranaggio monetario. Chi lo capisce lo usa a proprio vantaggio. Chi non lo capisce ne è la materia prima.
In questo numero smontiamo quell'ingranaggio, con tre grafici e un numero che probabilmente nessuno ti ha mai mostrato: il benchmark nascosto dell'8% annuo. Questo è il tasso a cui la massa monetaria cresce nel tempo ed è questo che dovrebbe essere il tasso obiettivo di ritorno minimo sul tuo capitale investito.
1. Perché non si può fermare la stampa di denaro
Nel 2008 la liquidità globale, l'insieme di moneta e credito che circola nel sistema finanziario mondiale, valeva circa 85.000 miliardi di dollari. Oggi supera i 185.000 miliardi. Più che raddoppiata in meno di vent'anni.
Nello stesso periodo, l'S&P 500 è passato da circa 900 a quasi 7.000 punti.
Due curve che si muovono insieme non sono una coincidenza. Gli analisti istituzionali che studiano questi flussi, Michael Howell di CrossBorder Capital su tutti, ex Salomon Brothers, stimano che la liquidità spieghi circa l'80% dei movimenti delle valutazioni azionarie. Più dei tassi. Più degli utili trimestrali. Più delle notizie che riempiono i telegiornali.
Il debito mondiale supera i 350.000 miliardi di dollari, con una scadenza media di circa 5 anni. Significa che ogni anno vanno rifinanziati circa 70.000 miliardi di debito. Non nuovo capitale: roll-over (rifinanziamento) del debito già esistente. Circa tre transazioni obbligazionarie su quattro nei mercati primari servono solo a rinnovare debito esistente. E per rinnovare il debito serve liquidità (cioè capacità del settore finanziario di assorbire vecchio debito ed estenderne la durata). Ecco perché ogni volta che l'economia frena, le banche centrali riaprono i rubinetti: non è una scelta discrezionale di politica economica, è più il modo in cui funziona il sistema finanziario, è la manutenzione obbligatoria del sistema. Il debito ha bisogno di liquidità per sopravvivere, e la liquidità nuova finisce nei prezzi degli asset.
Ma verrà sempre immessa altra liquidità? Per come è concepito il sistema finanziario moderno, con tutto il debito già emesso e gli interessi necessari per ripagare questo debito, la risposta è certamente si. L'unico dubbio è quando e quanta.
2. Quanta nuova moneta viene emessa mediamente all'anno? Circa l'8%
"Ma l'inflazione target è al 2%", dirai. Vero. Ed è esattamente qui che il risparmiatore medio viene fregato legalmente, ogni giorno, con il sorriso.
L'inflazione ufficiale (CPI) misura il carrello della spesa: pane, benzina, bollette. Non misura la moneta. E' in realtà anche una maniera distorta di misurare il carovita. Sfido chiunque che faccia la spesa e raffreddi o riscaldi la sua casa e paghi le bollette a dire che gli aumenti die prezzi sono solo del 2% all'anno.
Se vuoi sapere quanto si sta svalutando davvero il tuo denaro, devi guardare a quanto velocemente ne viene creato di nuovo. E lì il numero è molto diverso: l'espansione monetaria viaggia storicamente a un ritmo dell'8% annuo.
Vuoi una prova empirica? Dal 2000 il debito pubblico americano è cresciuto di 9,6 volte. Il prezzo dell'oro, nello stesso periodo, di 9,65 volte. Praticamente identico. L'oro non è "salito": è la moneta che è scesa, e l'oro, che è un asset reale, l'ha semplicemente certificato.
Questo 8% è il vero benchmark dei tuoi soldi. Non i BTP, non il fondo della banca, non il rendimento del vicino di ombrellone. È l'asticella sotto la quale, anche se il saldo del conto non si muove, stai perdendo.
3. Cosa significa per 100.000 € fermi sul conto
Facciamo i conti, perché è qui che il concetto smette di essere teoria.
- Misurati con l'inflazione ufficiale al 2,5%, dopo 20 anni i tuoi 100.000 € valgono circa 60.000 €. Già brutto.
- Misurati con il benchmark monetario all'8%, ne restano circa 21.000 €. Quattro quinti del potere d'acquisto, evaporati.
- Nota il dettaglio scomodo: con un benchmark all'8%, investire bene non ti rende ricco. Ti tiene a galla ed in linea con la crescita del valore degli asset finanziari. Chi non lo paga, affonda in silenzio, circa 5-7.000 € di potere d'acquisto l'anno su 100k, senza che il saldo scenda di un euro.
E qui la frecciata è dovuta: la tua banca lo sa benissimo. Ti remunera la liquidità a 2%, quando va bene, ti chiama "cliente premium" e con i tuoi depositi compra asset che rendono e li presto ad un tasso più elevato marginando un differenziale. La forbice di cui parliamo tra un attimo, qualcuno la sta già incassando. Solo che non sei tu.
4. Dove finisce la massa monetaria creata dalle Banche Centrali?
Quando le banche centrali immettono liquidità, quella liquidità non arriva in busta paga. Entra nel sistema finanziario, dove viene usata come base per credito e acquisti di titoli. Il primo posto dove si deposita sono i prezzi degli asset: azioni, immobili, oro, aziende. Solo dopo, e solo in parte, filtra nell'economia reale. Chi possiede asset intercetta l'onda alla fonte. Chi tiene liquidità la riceve solo sotto forma di prezzi più alti al supermercato.
Il risultato, su quindici anni, è questo:
Base 100.000€ nel 2010: chi possedeva un portafoglio diversificato di asset è oltre quota 547.000€. Chi ha tenuto liquidità in conti deposito è a 135.000€, nominali. Nel mezzo, la curva dell'espansione monetaria che avanza inesorabile e certifica chi ha vinto e chi ha pagato.
Ecco perché "i ricchi diventano più ricchi": non perché siano più bravi, ma perché sono posizionati dove la liquidità atterra per prima. La ricchezza non viene distrutta dalle crisi: viene trasferita, da chi detiene moneta a chi detiene asset. Ogni QE, ogni piano di stimolo, ogni "whatever it takes" è un trasferimento di ricchezza in quella direzione.
La volatilità visibile dei mercati, che spaventa ma nel tempo remunera e la svalutazione invisibile della moneta, che rassicura ma nel tempo confisca. Il denaro fermo non è neutrale. È una posizione. Ed è la peggiore del tabellone.
La buona notizia: non serve prevedere i mercati. Serve un portafoglio costruito per catturare la liquidità invece di subirla, con asset reali, azionario di qualità e coperture monetarie nelle giuste proporzioni, calibrate sui tuoi obiettivi e sul tuo orizzonte.
Se hai liquidità ferma o un portafoglio che non è mai stato analizzato con questa lente, scrivimi per un check-up gratuito della tua posizione rispetto al benchmark che conta davvero. Trenta minuti per capire da che lato della forbice sei e come passare dall'altro.